Trattamenti Primari

Introduzione


La fitodepurazione è uno step di trattamento “secondario” in quanto i solidi sospesi, particelle più grandi (compresa la carta igienica e altri rifiuti) e anche alcune materie organiche grossolane e sedimentabili devono essere rimossi prima che le acque reflue entrino nelle vasche di fitodepurazione attraverso i PRETRATTAMENTI o trattamenti primari. La tecnologia utilizzata per i pretrattamenti (detti anche trattamentio “primari”) dipende dal tipo di acque reflue;  le più comunemente usate sono le vasche settiche tricamerali per le acque indistinte (nere e grigie), le vasche Imhoff, le vasche biologiche e le fosse settiche per le sole acque nere talquali e per le grigie trattate, e le vasche condensagrassi o degrassatori per le sole acque grigie talquali.
Il pretrattamento è estremamente importante per evitare l’intasamento del letto (ostruzione dei pori liberi a causa di accumulo di solidi e grassi).

Per impianti con dimensioni maggiori ai 100 abitanti equivalenti è consigliabile ricorrere a sistemi di grigliatura del refluo prima dell’arrivo alle vasche di sedimentazione. La grigliatura serve ad intercettare tutti i solidi grossolani che intaserebbero velocemente le vasche pregiudicando il loro lavoro. Questi impianti possono essere di tipo fisso o mobile anche a pulizia automatica. La tipologia dovrà essere definita in fase progettuale

Vasche settiche


Le vasche settiche tricamerali sono un buon pretrattamento per piccole-medie utenze, da pochi a.e. a diverse centinaia. La loro funzionalità è garantita anche in caso di carico idraulico fluttuante o utilizzo stagionale. Le fosse settiche sono particolarmente adatte per piccoli-medi insediamenti turistici quali agriturismi, alberghi, campeggi e villaggi.
All’interno della vasca settica si svolge l’eliminazione dei solidi sedimentabili contenuti nelle acque reflue (sedimentazione primaria). Le tre camere della fossa settica sono idraulicamente collegate in serie.
La prima camera ha un volume pari al 50% del volume totale, mentre la terza e la quarta camera hanno un volume del 25% ciascuna.

Vasche Imhoff


La sola fossa Imhoff si è dimostrata insufficiente a garantire una qualità dello scarico compatibile con la tollerabilità del corpo recettore (acqua superficiale). Può essere comunque ancora utilmente impiegata se abbinata ad ulteriori sistemi di trattamento.
Le fosse Imhoff dovranno essere adeguatamente dimensionate in relazione alla capacità abitativa del fabbricato, considerando una dotazione idrica di circa 200 litri al giorno per ogni abitante equivalente servito, con tempi di ritenzione di 4-6 ore per le portate di punta.
L’allegato V alla Delibera Interministeriale 4.02.1977 riporta quanto segue per il dimensionamento delle fosse Imhoff:
“Nel proporzionamento occorre tenere presente che il compartimento di sedimentazione deve permettere circa 4/6 ore di detenzione per le portate di punta; se le vasche sono piccole si consigliano valori più elevati; occorre aggiungere una certa capacità per persona per le sostanze galleggianti.
Come valori medi del comparto di sedimentazione si hanno circa 40-50 litri per utente; in ogni caso, anche per le vasche più piccole, la capacità non dovrebbe essere inferiore a 250/300 litri complessivi.
Per il compartimento del fango si hanno 100/120 litri pro-capite, in caso di almeno due estrazioni all’anno; per le vasche più piccole è consigliabile adottare 180/200 litri pro-capite, con una estrazione all’anno. Per scuole, uffici o officine, il compartimento di sedimentazione va riferito alle ore di punta con minimo di tre ore di detenzione; anche il fango si ridurrà di conseguenza”.
Le fosse Imhoff dovranno essere vuotate con periodicità adeguata, in relazione alla loro potenzialità e all’utilizzo effettivo, con una frequenza comunque non superiore all’annuale.
I fanghi, asportati da una ditta specializzata, dovranno essere consegnati ad un depuratore pubblico o impianto di trattamento rifiuti autorizzato.
I documenti comprovanti le pulizie effettuate dovranno essere conservati presso il fabbricato, a disposizione degli organi di vigilanza per almeno cinque anni.
La fossa Imhoff dovrà sempre essere dotata di un’adeguata tubazione di ventilazione portata al tetto del fabbricato, o comunque in zona ove non possa arrecare fastidi (da indicare nella relazione tecnica).
Gli scarichi delle acque bianche (meteoriche) dovranno essere separati dai sistemi di trattamento.

Vasche Condensagrassi


Il degrassatore è un pretrattamento atto a rimuove gli ammassi di materiale galleggiante prodotti dalla combinazione oli-grassi-detersivi.
La temperatura influenza sensibilmente il funzionamento del degrassatore e pertanto non deve superare i 30 °C.
La separazione a gravità è infatti pienamente soddisfacente soltanto quando la temperatura nella camera di separazione è inferiore al punto di solidificazione dei grassi e cioè a circa 20 °C.
Il degrassatore è in pratica una vasca di calma nella quale le acque di scarico stazionano per un tempo sufficiente a permettere la separazione dei materiali più leggeri. Date le condizioni di calma che si realizzano nella vasca si verifica anche una concomitante deposizione di solidi sul fondo.
Il degrassatore è costituito da una vasca all’interno della quale sono disposti due setti semi-sommersi (o manufatti a T) che la dividono in tre scomparti comunicanti fra loro.
La funzione di tali scomparti è la seguente:

    • – prima zona: smorzare la turbolenza provocata dal flusso entrante e ripartire il flusso stesso;
    • – seconda zona: provvedere alla separazione ed allo stoccaggio temporaneo di oli e grassi;
    • – terza zona: consentire il deflusso dell’acqua dopo degrassatura.

Il criterio di dimensionamento dei degrassatori consiste nel fissare il tempo di residenza idraulico (tempo di detenzione) in modo che abbia luogo la separazione delle sostanze più leggere.
Altri parametri di processo da verificare sono la superficie efficace ed il volume utile della seconda camera di separazione sulla base delle indicazioni fornite dalle norme DIN 4040.
Il tempo di residenza idraulico è variabile in funzione della tipologia dello scarico, ovvero della quantità di oli e grassi presenti in esso. Questo parametro definisce il volume della vasca sulla base della portata dello scarico in arrivo.

Le norme DIN 4040 propongono un volume di 40 l per ogni l/sec di portata di punta entrante.

Orientativamente il volume del degrassatore in rapporto agli abitanti serviti dovrebbe essere:

a.e. Volume (l)
5 250
7 350
10 550
15 1000
20/30 1730
35/45 2500
50/60 3500
80/100 4900

Per mantenere in efficienza il degrassatore è necessario che le semplici operazioni di manutenzione e conduzione vengano condotte con accuratezza e regolarità (rimozione del materiale galleggiante e del materiale depositato). Se ciò non avviene si ha una riduzione dell’efficienza che si può riflettere sulle unità a valle del degrassatore per il conseguente trascinamento del materiale galleggiante con l’effluente; inoltre può verificarsi l’emissione di cattivi odori.

Per valutazioni correte sul dimensionamento e sulla progettazione dei pretrattamenti e non incorrere in vasche o troppo piccole o troppo grandi o mal realizzate, contattateci vi sapremo fornire non solo indicazioni ma anche vasche sia in calcestruzzo che in polietilene di ottima qualità e perfettamente funzionanti.