Scarico da sala di mungitura

Dalle operazioni di mungitura in apposita sala derivano notevoli volumi di reflui variamente contaminati da deiezioni animali, latte, detergenti e disinfettanti. Considerato anche il loro basso contenuto di elementi fertilizzanti, lo stoccaggio e lo spandimento agronomico assieme agli altri effluenti zootecnici risultano problematici e non economici.

QUANTITA’ E QUALITA’ DELLE ACQUE REFLUE
Nella tabella che segue si riportano i volumi di reflui normalmente prodotti in zona di mungitura

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ACQUE DA DESTINARE ALLA FITODEPURAZIONE
Il ricorso alla fitodepurazione è ipotizzabile solo per le acque prodotte nelle aree “pulite” della zona di mungitura. La restante quota di reflui, provenienti dalle aree calpestate dagli animali non dovrebbe essere indirizzata alla fitodepurazione bensì allo stoccaggio con i liquami, a causa del suo elevato contenuto organico e di nutrienti.
È allora importante, qualora si sia intenzionati ad applicare il trattamento della fitodepurazione, progettare la zona di mungitura in modo da rendere possibile la separazione dei due tipi di refluo. Nei casi in cui la zona di mungitura sia già esistente e non si possano agevolmente separare le due quote “pulita” e “sporca” di reflui, allora dovrebbe almeno essere contenuto il carico organico dello scarico, facendo precedere al lavaggio delle aree calpestate dalle vacche una pulizia con raschietto dotato di lama in gomma, in modo da allontanare “a secco” la maggior parte delle deiezioni solide.

L’impianto deve essere costruito ad una distanza adeguata dagli insediamenti abitativi (almeno 50 mt) e deve essere di facile accesso anche con macchinari per la manutenzione. È opportuno, in fase di progettazione, tenere conto della possibilità di un eventuale successivo ampliamento dell’impianto. Sono da evitare siti particolarmente sfavorevoli da un punto di vista microclimatco (ad esempio alta montagna, per il freddo intenso) e terreni a forte pendenza, per il rischio di smottamenti.
Ndr: in entrambe i casi avvalendosi di consulenti esperti è possibile strutturare accorgimenti tali per cui si possano comunque ottenere risultati eccellenti.

PRETRATTAMENTI
Per la sedimentazione dei solidi in sospensione, le acque reflue della sala di mungitura devono transitare attraverso fossa imhoff, dimensionata per il numero di abitanti equivalenti trattati. Si consiglia di inserire un pozzetto di controllo dotato di filtro, prima della fitodepurazione; in tal modo può risultare possibile individuare e quindi separare altro materiale in sospensione p che affiori in questo pozzetto.
Ndr: la nostra esperienza ci ha portato, in casi complessi come la sala di mungitura, a prediligere una fossa settica tricamerale, opportunamente dimensionata e dotata di deflettori di flusso e sifoni per il trattamento sia della frazione sedimentabile che si quella grassa sospesa.

CASO STUDIO
Ubicazione: Azienda Agricola “Santa Lucia” di Casina (RE)
Caratteristiche allevamento: l’allevamento produce latte per la trasformazione in Parmigiano-Reggiano. Circa 80 capi in lattazione vengono munti in sala del tipo a spina di pesce con 5+5 poste di mungitura e corsia di ritorno. Le acque dell’are di attesa non vengono inviate alla fitodepurazione. Il consumo giornaliero di acque per lavaggi è di 4,5 mc. All’impianto di fitodepurazione arrivano anche 2 mc/gg di acque di origine civile
Caratteristiche dei reflui: acque reflue assimilabili alle domestiche, secondo l’art. 28, comma 7, lettera b) del Dlgs 152/99
Componenti dell’impianto:

    • Vasca imhoff dimensionata per 50 abitanti equivalenti
    • Pozzetto con filtro
    • Due letti di fitodepurazione a flusso sommerso orizzontale in serie

Caratteristiche dei letti:

    • dimensioni di 12,5x6x0,9 m, impermeabilizzazione con telo in PVC protetto da entrambe i lati con geotessuto, il primo letto con ghiaia diametro 8-12 mm, il secondo con ghiaia diametro 3-6 mm, vegetati con Phragmites Australis

Destinazione dello scarico:

    • acque superficiali nel rispetto della tabella D della deliberazione regionale Emilia Romagna n° 1053/2003

Avvio dell’impianto:

    • febbraio 2000

tab3-mungituratratto da CRPA OP 2/2006