Principi generali di funzionamento

processi-fisiologici

Principi Generali di Funzionamento

La fitodepurazione, annoverabile fra i trattamenti biologici secondari, si attua attraverso specifiche interazioni tra piante e batteri, insediati su di un substrato di supporto.

L’eliminazione degli inquinanti non avviene esclusivamente ad opera delle piante, ma sulla base delle sinergie che s’instaurano fra questi tre elementi: il substrato, con le sue proprietà fisiche e chimiche, i microbi che lo popolano e le piante stesse.

Le piante, poi, svolgono, in generale, una triplice funzione: con le loro radici creano i canali attraverso cui i reflui sono forzati a passare, attraverso le radici trasferiscono l’ossigeno che sostiene l’attività batterica (ed i batteri, a loro volta, scompongono molti inquinanti) infine, prelevano certi quantitativi di nutrienti dalle acque reflue e sono in grado di accumulare certi metalli pesanti.

In questi sistemi di trattamento, gli inquinanti vengono naturalmente rimossi attraverso una pluralità di processi fisici, chimico-fisici e biologici, tra cui i più efficaci sono: filtrazione, adsorbimento, assimilazione da parte degli organismi vegetali, degradazione batterica ed antibiosi.

Semplificando, le sostanze inquinanti contenute nelle acque reflue vengono scomposte in molecole inorganiche più semplici (come nitrati, fosfati, anidride carbonica); successivamente, tali composti sono assorbiti delle radici delle piante e, pertanto, l’acqua risulta depurata.

Un impianto di fitodepurazione, di conseguenza, si presenta solitamente come un’area verde, nella quale sono state messe a dimora piante acquatiche