Comuni

Il settore fognario e depurativo riveste un ruolo ambientale fondamentale nel ciclo delle acque ed evita l’immissione di consistenti quote di inquinanti nelle acque di falda ed in quelle superficiali; l’estensione delle reti comporta investimenti consistenti che, nel caso di un’utenza numericamente ridotta, come quella di piccoli comuni, porta a tempi di ammortamento molto lunghi. Perciò, gli agglomerati non serviti – in particolare quelli di dimensioni inferiori a 2.000 abitanti – ricorrono a tecniche depurative piuttosto semplici come le fosse Imhoff, la cui capacità di rimozione degli inquinanti è però molto ridotta.
Per cercare di migliorare il trattamento delle acque reflue, vengono oggi utilizzate tecnologie che sfruttano sistemi naturali per la depurazione: in questo quadro, la fitodepurazione dei reflui è oramai una realtà affermata a livello nazionale, che inizia ad essere adeguatamente utilizzata.

La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante acquatiche. In pratica, questo sistema prevede la ricostruzione artificiale di ambienti umidi naturali, in cui l’azione combinata tra substrato ghiaioso, piante, refluo e microrganismi mette in atto la depurazione. Il principio di funzionamento di un impianto di fitodepurazione è quindi quello di sfruttare le capacità autodepurative degli ambienti acquatici.

Gli inquinanti presenti nelle acque vengono eliminati tramite processi chimici, fisici e biologici. Le piante usano il fosforo e l’azoto presenti nell’inquinante per crescere e le loro radici costituiscono il substrato su cui si sviluppano i batteri aerobici che compiono la depurazione.
L’utilizzo della fitodepurazione offre grandi vantaggi. Innanzitutto, la costruzione degli impianti è a impatto ambientale praticamente nullo, si basa sull’utilizzo di piante già presenti nel nostro habitat, piante a crescita endemica che rendono l’impianto estremamente funzionale. Tali impianti presentano spesso soddisfacenti rendimenti depurativi accompagnati da un basso consumo energetico.

Nonostante possano avere un costo di realizzazione pari o anche più elevato di quelli tecnologicamente avanzati, in genere i sistemi di fitodepurazione presentano il vantaggio di costi di gestione più contenuti (soprattutto per la necessità di minor impiego di manodopera specializzata).

Molto spesso, poi, gli impianti di depurazione vengono realizzati in zone periferiche, in cui il paesaggio urbano può essere soggetto a maggiore degrado: la presenza di un sistema di trattamento estensivo può intervenire positivamente in questo senso ed essere percepita come un’opera di riqualificazione urbana ad alta valenza ecologica. Il quadro della fitodepurazione in Italia è un processo in divenire; la realtà è infatti caratterizzata dalla presenza di molti impianti di fitodepurazione di piccole e piccolissime dimensioni a servizio di privati e da pochi impianti pubblici di trattamento secondario e un po’ di più di trattamento terziario (affinamento).
Tratto da newsletter ARPA Umbria n°4/2012

Immagine1

Immagine2

Immagine3

Immagine5

Immagine4